La Vespa Rally 200

Il marchio Vespa è una pietra miliare nella storia dei motocicli, il suo nome è sinonimo di rispetto nel mondo dei motori e da decenni stuzzica la fantasia degli italiani. Nonostante oggi continui a produrre modelli di spicco, i vespisti vecchio stampo considerano conclusa la sua produzione nel ‘79 quando la Piaggio tolse dal mercato quella che viene considerata l’ultima vera Vespa: la Vespa Rally 200.

La Vespa Rally 200 fa il suo debutto nel 1972 e fino alla fine degli anni ‘70 conta una produzione di 41.275 esemplari. Viene considerata l’ultima Vespa dagli amanti più nostalgici perché dopo di lei, la Piaggio, smise di differenziare la gamma sportiva da quella utilitaristica, riunendo tutte le cilindrate sotto la Vespa Nuova Linea (che poi diventerà la PX).

Perché questo modello ha colpito tanto gli amanti del marchio? Perché viene considerata l’ultima vera Vespa?

La Rally porta diverse innovazioni nel mondo Piaggio. Fra le più notevoli vi è l’accensione elettrica, richiamata dalla scritta “Electronic” che solca il lato del veicolo. Si tratta di una novità ancora poco diffusa nel mondo dei motocicli e la Vespa si mostra nuovamente un pioniere nell’innovazione tecnologica diventando una delle prime aziende ad adottare tale soluzione.

Oltre all’accensione, la Rally ha il merito di essere la prima Vespa con motore a 200 cc, una potenza tale da permettere di raggiungere agevolmente i 110 km/h.

L’albero motore della Vespa 200 rally, un Mazzucchelli amt 166 (corsa 57 mm), permette un grande apporto di benzina nel motore rendendo il veicolo scattante e prestante, dandogli modo di toccare grandi velocità già dai bassi regimi. La soluzione con ammissione a valvola rotante deriva dalla 180 Rally e viene mantenuta in modo più sicuro ed efficace: inserendo una minore quantità d’olio, infatti, i gas freddi raffreddano tutte le componenti dell’imbiellaggio e provocano un minor intasamento nel pistone, la luce di scarico e quindi nella marmitta.

Nella versione successiva della Rally l’accensione viene cambiata passando dal sistema Femsa a quello Ducati. Questo è relativamente un problema poiché i rispettivi volani sono calettati diversamente sull’albero motore: in questo modo i sistemi non sono intercambiabili, a meno che l’albero motore non venga opportunatamente sostituito.

La Vespa con questo modello ottiene uno dei veicoli più potenti mai prodotto, nessun dettaglio viene lasciato al caso: dal manubrio particolarmente largo e maneggevole, al contachilometri retroilluminato e visibile nella notte. Anche l’impianto di scarico viene studiato attentamente, soprattutto la marmitta la quale può donare fino al 30% di potenza in più al motore a due tempi, grazie alla cura maniacale dei meccanici Piaggio.

Inutile dire che il successo della Rally è immediato e col suo rosso fiammante conquista il cuore di tutti i vespisti: i fan sono disposti ad aspettare mesi pur di ottenere la Vespa dei loro sogni. Con un’autonomia che tocca i 280 km è un veicolo adatto non solo agli sportivi, ma anche a chi usa il motociclo a solo scopo turistico. L’ampia sella, rifinita e decorata dalla serigrafia Piaggio, è abbastanza grande da trasportare senza difficoltà due persone.

Comoda, innovativa, potente e semplice nell’uso: la Rally aveva tutto quello che un amante del marchio potesse volere. Questa Vespa sfiora la perfezione, al punto che negli anni successivi al suo rilascio vengono ritoccati solo pochi dettagli estetici. Il motore dalle prestazioni uniche è tanto ammirevole da essere riutilizzato per il modello successivo, la P 200 E.

Molti modelli sono sono usciti dal ‘77 ad oggi ma nessuno ha più conquistato il cuore dei fan come la Rally 200, che ancora è ricercatissimo fra i più nostalgici e puristi. Per questo viene considerata dagli amatori più accaniti l’ultima vera Vespa.

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